Nascondi le cose lontane...
Comincia così una poesia di Pascoli. Ai miei studenti piace, io invece la trovo così triste!
E poi questo bisogno di nascondere, questo attaccamento ai peschi, ai meli, alle marmellate, questo bisogno di nascondere...proprio non li sopporto!
Ah, povero Giuanin! Se avesse seguito il volo del cuore...!
Adesso la metto qui perché comunque suona bene e quando c'è la nebbia mi torna sempre in mente.
Nebbia
Nascondi le cose lontane,
tu nebbia impalpabile e scialba,
tu fumo che ancora rampolli,
su l'alba,
da' lampi notturni e da' crolli
d'aeree frane!
Nascondi le cose lontane,
nascondimi quello ch'è morto!
Ch'io veda soltanto la siepe
dell'orto,
la mura ch'ha piene le crepe
di valeriane.
Nascondi le cose lontane:
le cose son ebbre di pianto!
Ch'io veda i due peschi, i due meli,
soltanto,
che dànno i soavi lor mieli
pel nero mio pane.
Nascondi le cose lontane
che vogliono ch'ami e che vada!
Ch'io veda là solo quel bianco
di strada,
che un giorno ho da fare tra stanco
don don di campane...
Nascondi le cose lontane,
nascondile, involale al volo
del cuore! Ch'io veda il cipresso
là, solo,
qui, solo quest'orto, cui presso
sonnecchia il mio cane.

....come galleggiare dentro un bicchiere di latte.Quando a volte la nebbia protegge e cela.
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