venerdì 27 dicembre 2013

Amiche

Oggi sono venute a trovarmi le mie amiche: Teresa, Annarosa, Antonella, Giovanna, Ileana. Mancavano Annamaria e Maria Vittoria, una bloccata dall'auto in panne, l'altra dalla schiena. Cinque anni di liceo insieme, poi siamo diventate grandi e la famiglia, il lavoro, le storie personali ci hanno sottratto il tempo da trascorrere insieme. Ma rivederle per me è sempre una gioia e quando siamo insieme riusciamo a fare lo stesso "casino" di...quanti anni fa?
Ogni volta progettiamo una fuga, qualche giorno da trascorrere insieme lontane da tutto e naturalmente non concludiamo mai. L'importante è che il desiderio resti perché vuol dire che ci vogliamo ancora bene.

giovedì 26 dicembre 2013

Cantucci

600 g. di farina
400 g. di zucchero
100 g. di burro
4 uova
1/2 bustina di lievito
200 g. di mandorle non spellate
la scorza grattugiata di 1 limone (io quest'anno ho messo  l'arancia)

Impastate tutto, fate dei rotoli, mettete nel forno a 180°, lasciate cuocere per... fino a che non sono un po' dorati, sfornate, tagliate a pezzetti, rimettete nel forno per 10-15 minuti. A me piacciono non troppo secchi. 
Fate voi.

martedì 24 dicembre 2013

Vigilia

Anche la cena della vigilia è passata. 
Mia sorella Daniela, Francesco e Laura, Marcello, Umberto, Sasha, Giulia con Gianluca e la piccola, bellissima Beatrice. 
E la mamma nel suo letto, un piccolo uccellino nel nido. Questo è il terzo anno che non si accorge che è Natale, però c'è anche lei, per noi c'è. 
Non ci sono Alberto con Silvia e i piccoli Anna e Andrea, ma li vedrò domani.
Non ci sono nemmeno il papà ed Enrico e loro non li vedrò mai più o forse, qualche volta, nei miei sogni.
Ho regalato un cellulare a Umberto, anche se non lo sa più usare, così la smette di rubare il mio. "Io non ce l'ho, non l'ho visto", però quando lo chiamo per trovarlo, suona sempre nella tasca dei suoi pantaloni. 





















venerdì 20 dicembre 2013

Biscotti

Pomeriggio dedicato ai biscotti. Sul tavolo farina, uova, burro, zucchero, mandorle, zenzero, cannella... Il forno a pieno ritmo, musica dalla radio - ho eliminato il televisore -  e via! Impasta, stendi, ritaglia, inforna, sforna, decora. 
Intanto penso a mia nonna Giulia, che ha passato la sua vita nella cucina del suo ristorante, e a mia mamma, che ha cucinato per tutti e ha trasmesso a mia sorella e a me l'amore per le cose buone. Penso a Maria Chiara, che ha creato un bellissimo blog con tante ricette e che trasmette il sapere ricevuto da sua mamma, da sua nonna, dalla nonna della nonna. Penso ad Annamaria, che mi ha insegnato a fare i cantucci che riempiranno i sacchetti da regalare alle amiche. 
Chissà perché, penso anche a Bottura e mi scappa da ridere. Vanagloria!
Umberto, con l'inseparabile Zoe in braccio, dall'altra parte del tavolo mi guarda e mi mangia i biscotti.



lunedì 16 dicembre 2013

"Io vado via"

Umberto ha cominciato sabato mattina. Giorno libero, posso stare a letto un po' di più. Invece, alle 7, lui è già in piedi. Non riesce a vestirsi, mette una scarpa diversa dall'altra. allora mi alzo e lo aiuto.
Scendiamo in cucina, facciamo colazione e tutto fila liscio. 
Devo sistemare la camera, cambiare le lenzuola, mettere un po' di ordine nel caos che c'è sempre in casa nostra. Gli dico "adesso vieni con me, così mi aiuti". Lui però non è capace, mi vede impegnata e forse si sente escluso, impotente e così incomincia. "Io vado via". Esce dalla camera, scende due scalini, ritorna, io vado via, ciao. Quante volte? Io intanto cerco di calmarlo, con molta pazienza.  Dai, finisco qua, poi prepariamo da mangiare, nel pomeriggio ci facciamo belli e stasera usciamo con i nostri amici. Chi sono? Andiamo da Leo, chi è Leo? Leo e l'Orianna, i nostri amici che stanno a Nonantola. Ah, sì, va bene.
Finiamo di mangiare, e si ricomincia...Io vado via, io di te non ho bisogno, ciao.
Oggi è lunedì, sono andata al lavoro, sono tornata, Sasha mi ha detto che la mattinata è trascorsa tranquilla. Mi metto ai fornelli... Io vado via, ciao.
Umberto ha 58 anni.

giovedì 12 dicembre 2013

Un momento sereno




Oggi ho voglia di cantare. In cucina , mentre facevo le polpette, mi sono lanciata con Caruso
Te voglio bene, ma tanto tanto bene...E guardavo Umberto.
Gli ho strappato un sorriso e non ha più pensato all'accendino, che non trova mai anche se in tasca ne ha almeno sei.
L'albero di Natale luccica.

mercoledì 11 dicembre 2013

Oggi c'è la nebbia

Nascondi le cose lontane...

Comincia così una poesia di Pascoli. Ai miei studenti piace, io invece la trovo così triste!
E poi questo bisogno di nascondere, questo attaccamento ai peschi, ai meli, alle marmellate, questo bisogno di nascondere...proprio non li sopporto!

Ah, povero Giuanin! Se avesse seguito il volo del cuore...!

Adesso la metto qui perché comunque suona bene e quando c'è la nebbia mi torna sempre in mente.

Nebbia

Nascondi le cose lontane, 
tu nebbia impalpabile e scialba, 
tu fumo che ancora rampolli, 
su l'alba, 
da' lampi notturni e da' crolli 
d'aeree frane! 
Nascondi le cose lontane, 
nascondimi quello ch'è morto! 
Ch'io veda soltanto la siepe 
dell'orto, 
la mura ch'ha piene le crepe 
di valeriane. 
Nascondi le cose lontane: 
le cose son ebbre di pianto! 
Ch'io veda i due peschi, i due meli, 
soltanto, 
che dànno i soavi lor mieli 
pel nero mio pane. 
Nascondi le cose lontane 
che vogliono ch'ami e che vada! 
Ch'io veda là solo quel bianco 
di strada, 
che un giorno ho da fare tra stanco 
don don di campane... 
Nascondi le cose lontane, 
nascondile, involale al volo 
del cuore! Ch'io veda il cipresso 
là, solo, 
qui, solo quest'orto, cui presso 
sonnecchia il mio cane.


lunedì 9 dicembre 2013

Una sera di dicembre...

...mi è capitato di leggere una frase di Rita Levi Montalcini

 “Se non riesci a ricordare dove hai messo le chiavi, non pensare subito all'Alzheimer; inizia invece a preoccuparti se non riesci a ricordare a cosa servono le chiavi.” 

Ecco, è proprio così che ho cominciato a sospettare che qualcosa non andasse in Umberto, non era depressione, come diceva il suo medico. Demenza fronto-temporale, colpisce presto, non aspetta che tu sia vecchio e ti porta via la parola, la capacità di fare, la possibilità di scegliere, ti chiude nella gabbia del non essere. 

Ma non il bisogno di essere amato, adesso più che mai.





Dalle parti di Madonna di Campiglio, 1990