giovedì 23 gennaio 2014

Assistenza

Oggi ho avuto il primo incontro con l'assistente sociale. E' stata molto gentile e naturalmente ha capito il problema. Abbiamo parlato di ciò che e possibile fare per Umberto, Marcello e me. 
Umberto ha bisogno di riempire le sue giornate, di trascorrere qualche ora fuori di casa, impegnandosi in qualcosa che gli dia soddisfazione. 
Marcello ha bisogno di accettare la malattia di suo padre, di capire se stesso, di uscire dalla sua apatia e di vivere in un ambiente più sereno. 
Io ho bisogno di tornare a lavorare e di trovare un po' di tempo per me, solo per me.
Non ci sono strutture adatte ad accogliere Umberto: non potrebbe stare in mezzo a persone anziane o a persone visibilmente disabili. Dobbiamo studiare una soluzione alternativa, ma ho capito che non sarà facile.
Marcello... vorrei che parlasse con qualcuno, che cercasse un aiuto, ma lui non ne vuole sapere e io non posso obbligarlo.
In quanto a me, sì, il sabato mattina ci sono i gruppi di auto-aiuto, ma a dire il vero io non ho bisogno di stare tra persone come me piene di problemi. 
Io ho bisogno di ridere.

5 commenti:

  1. ....e allora per quel che ci è concesso.......ridiamo!!!!!!!

    RispondiElimina
  2. ....sono sempre stato bravissimo a fare l'idiota.......

    RispondiElimina
  3. Ciao Antonella
    non scartare a priori la possibilità di partecipare ai gruppi di auto aiuto, il condividere la situazione che vivi, le tue preoccupazioni, i tuoi dubbi, i tuoi pensieri con chi ti può veramente capire per sperimentazione diretta è un'esperienza importante,
    Ho avuto l'opportunità di vivere l'esperienza dei gruppi di auto mutuo aiuto per tre anni, nel ruolo di facilitatore, ma contemporaneamente vivendo l'esperienza di demenza di mia madre.
    Questa esperienza mi ha dato tanto, è un accogliersi reciprocamente, dividersi veramente un po' il peso di una situazione che sembra insostenibile.
    Ho in mente tanti consigli, tante piccole soluzioni quotidiane che ognuno aveva messo in campo per poter convivere con una realtà così difficile e che erano diventate ricchezza condivisa, anche se ogni situazione è diversa dall'altra.
    Ti posso garantire che pian piano si arriva a condividere veramente quanto ci brucia dentro, a volte piangendo, a volte ridendo, a volte solo ascoltando o dicendo che è proprio dura. So che non è la soluzione a tutti i problemi che descrivi, ma è un condividerne un po' il peso con gli altri.
    Un abbraccio grande, grande
    Maria Chiara

    RispondiElimina
  4. E poi noi potremmo venire lì il sabato mattina così tu stai via più tranquilla. :)

    RispondiElimina