- non riuscire più a vestirsi, lavarsi, usare il telefono, il computer, leggere, scrivere, fare qualsiasi cosa che richieda una prassi
- andare a letto vestiti
- dire che sei senza sigarette anche se in tasca ne hai tre pacchetti
- spegnere la sigaretta sul pavimento di casa
- non chiudere le porte
- non spegnere le luci
- nascondere le cose, spostarle, non trovarle e pensare che qualcuno te le abbia prese
- stare a guardare gli altri mentre lavorano e non aiutarli, non perché non vuoi, ma perché non ti viene il pensiero che puoi farlo
- non associare più le parole al loro significato: se ti dicono di aprire la porta, tu non sai che quella cosa si chiama porta, se ti dicono di porgere una forchetta, tu porgi tutto tranne la forchetta
- fare domande o dare risposte incomprensibili e incoerenti
- non sapere più che le persone che vivono con te sono tua moglie e i tuoi figli, li riconosci ma non sai più che rapporto hanno con te
- conservare memoria del passato, della famiglia d'origine, delle tue esperienze di lavoro, dei tuoi viaggi escludendo dai tuoi ricordi moglie e figli: quando ancora ci riesci, raccontare a tua moglie il viaggio che hai fatto a Parigi come se non ci fossi stata anche a lei
- dimenticare quello che è successo o che ti hanno detto pochi secondi prima
- essere al matrimonio di tuo figlio e non capire la situazione
- non capire che è Natale
- non sapere che ora, che giorno, che mese, che anno, che stagione è
- alzarsi senza capire che è ancora notte
- non sapere dove sei
- non capire di cosa si sta parlando
- non riuscire a fare un discorso che abbia un contenuto e quindi non potere esprimere idee e sentimenti
- non riuscire a stare da solo nemmeno per pochi secondi
- sentirsi come un animale in gabbia, condannato alla totale impossibilità di fare, scegliere, decidere
- sentirsi inutili ed esclusi da tutto
- provare senso di impotenza, sconforto, rabbia
- pensare che tutti agiscano contro di te
- piangere
- inveire
- avere paura
giovedì 9 gennaio 2014
La gabbia
Cosa vuol dire essere affetti da demenza frontotemporale di tipo semantico:
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A volte penso a com'era,penso alle risate e alle interminabili discussioni polemiche per il solo gusto di essere "contro",alle incazzature che finivano con un solenne vaffanculo,alle serate insieme passate a cazzeggiare per chiudere una giornata pesante......a volte penso.
RispondiEliminaTi voglio bene Lella
Anche io ricordo come era non tanto tempo fa, ricordo come eravamo tutti. E' rimasto un incolmabile vuoto.
EliminaGrazie Giancarlo, ti voglio bene anch'io.