Ho dovuto prendere una decisione che mi costa molto cara: starò a casa dal lavoro almeno per venti giorni. Umberto non riesce a stare lontano da me, quando sono a scuola, anche solo per poche ore, fa impazzire tutti, piange, si agita, fa avanti e indietro per la casa, spegne il contatore della luce...
Così dovrò rinunciare alla mia oasi di libertà, al lavoro che amo, al contatto con i miei studenti e dovrò combattere con il senso di colpa per averli "abbandonati".
Intanto resto in attesa di una telefonata dai medici che lo seguono. Ho cercato più volte di contattarli per informarli sull'evoluzione della malattia, ma ancora nessuno si è fatto sentire, nonostante i loro "noi siamo sempre qua, se ha bisogno ci chiami".
Può una persona, da sola, sostenere un carico simile senza cedere?
Non posso
andare a scuola
preparare le lezioni
correggere i compiti
leggere
riordinare la casa
uscire da sola
dormire da sola
andare in un'altra stanza
parlare al telefono
andare in bagno
senza che lui si agiti.
....credo che domani vengo a prendere un caffè dopo cena.....se ti va
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