lunedì 9 marzo 2015

Dopo

Ritorno qui dopo un lungo periodo di silenzio.Che dire? Sto qui nella mia grande casa, con Marcello che va e viene e si vive la sua vita, mentre io vivo la mia. Ci incontriamo a tavola, parliamo di noi, ci diamo appuntamenti. A scuola mi scateno, mettendo nel lavoro un'energia incredibile. A casa mi coccolo, faccio golfini a maglia per il piccolo che verrà. Umberto mi guarda sorridente dalla foto che tengo vicino al divano. Non ho voglia di altro, sto coltivando una specie di solitudine, uno spazio in cui lascio entrare solo ciò in cui mi sento me stessa, una sensazione strana di autosufficienza o una sorta di riposo dell'anima.

Giovedì parto, vado coi ragazzi a Auschwitz. E' la seconda volta che affronto questo viaggio portandomi un lutto nel cuore.

giovedì 25 dicembre 2014

25 dicembre

Anche quest'anno l'albero di Natale luccica. Anche quest'anno ho fatto i biscotti per gli amici.
Ma quest'anno Tu non ci sei a guardarmi mentre sfaccendo e io non ti canto che ti voglio bene.
Se però, in qualche modo puoi sentirmi, sappi che che sei nel nostro cuore. Sai?, stamattina ho messo il bambinello nel presepe e sai?, arriverà davvero un bambino.


lunedì 1 dicembre 2014

28 novembre 2014



Alcune parole, trovate per caso, adesso che lui non c'è più e i miei occhi non riescono ad asciugarsi


Dobbiamo fare:
dell’interruzione,
un nuovo cammino,
della caduta,
un passo di danza,
della paura,
una scala,
del sogno,
un ponte,
del bisogno,
un incontro.

Fernando Pessoa

domenica 26 ottobre 2014

Vite

Sono le 2.00, non riesco ad andare a letto. Ho spostato la mia camera giù, dove dormivano i miei genitori. Ho cominciato ad appendere qualche fotografia: Umberto, Francesco, Marcello, noi. Sto cominciando un'altra vita, o almeno sto provando a dare una forma a questa altra vita. Faccio fatica.

giovedì 9 ottobre 2014

Amputazioni

Una volta lui le aveva detto qualcosa che lei non riusciva a immaginare: gli amputati sentono dolori, crampi, solletico alla gamba che non hanno più. Così si sentiva lei senza di lui, sentendolo là dove non c’era più.

Gabriel García Márquez

martedì 7 ottobre 2014

Nostalgia

Tra la notte che cessa
e l’inizio del giorno,
il mio cuore ha urgenza
della tua nostalgia.

Fernando Pessoa

domenica 31 agosto 2014

Diritti 2

Umberto ha bisogno di assistenza continua: deve essere imboccato, lavato, vestito, gli si devono somministrare farmaci per le sue patologie. In clinica dicono che hanno fatto tutto quello che dovevano e adesso deve essere dimesso. In casa non può stare perché non saremmo in grado di assolvere a un compito così gravoso: ne va anche della nostra salute. Entrerà in una graduatoria per l'inserimento in una struttura protetta convenzionata per la quale avremo diritto a un contributo. Intanto devo cercare una struttura privata, con quali costi si può immaginare. Io vivo del mio lavoro di insegnante, Umberto ha una pensione di invalidità, il figlio che vive con me non lavora.. 
Niente da dire sulla professionalità di medici e assistenti sociali, che fanno il loro dovere e applicano leggi e regolamenti decisi altrove, però mi chiedo: la salute non è un diritto?